25 febbraio 2006

La Quiete prima...

In mare aperto si sa...tra una razzia e l'altra possono passare diverse settimane, interi mesi di tediosa bonaccia, la muffa del morale, del corpo e, peggio ancora, dello spirito.

Non rasserenatevi troppo, torneremo presto a togliervi il cerume dalle orecchie con i nostri uncini..

Ultimamente siamo stati parecchio impegnati in lavoro "strategico": l'ode al male "MEMENTO" è rinata in una recente registrazione...e forse..BAH! non vi dirò oltre...senza imboscata toglieremmo tutto il divertimento.

Ed ecco finalmente le nostre prossime date, cui potrebbero aggiungersene altre:

Venerdì 3 MARZO
Uno showcase elettro-acustico, ospiti di "All Around....San Remo" di RADIO GRP (GINO LATINO & MELISSA),
per UMM (Underground Music Movement) e AISA Onlus (Associazione Italiana per la lotta alle sindromi atassiche)
Speriamo in un duetto con Milva, Siria o con qualcun'altro che possa soddisfare le nostre turistiche voglie di kitsch.
TImeOutCafè, via Feraldi 23, SANREMO, ore 19.

Sabato 25 MARZO
GABRIO - TORINO
Concerto di spalla ai temibilissimi DIEGO DEZA Y SU BANDA.

Martedì 18 APRILE
PADIGLIONE 14 - COLLEGNO
Aspettando...musicomio.
Live con gli insani ZOOMOTION

Venerdì 21 APRILE
PUSSYROCK - ASTI
ci va sempre la tappa per una sana scorpacciata di PUSSY.



07 febbraio 2006

Dicono di noi...

Vi infiliamo qua sotto una recensione del nostro demo ad opera di un'etichetta in cui ci siamo imbattutti al MEI di Faenza...giuro che non l'ho modificata!!!

Da Torino arriva un’altra grande rivelazione della musica indipendente. Si chiamano Baroque, si esibiscono insieme dal 2003 e presentano un lavoro veramente straordinario in quanto ad originalità.
Si tratta di un cd contenete quattro tracce audio ed una video, la clip del brano “Regina Nera”.
Ogni nota, ogni suono e tutti i testi di questo mini album che il gruppo mi ha lasciato al MEI fanno capire che Baroque non è solo un gruppo musicale, ma una “storia” in cui credere. E’ una commistione di suoni totalmente originale ed una ricerca estrema di simbolismo e sonorità.
Il risultato è un mix agrodolce a metà fra il dark e il glam, si sfiorano anche alcune sonorità retrò che servono a ricreare le ambientazioni nelle quali si sviluppano le canzoni.
Il territorio musicale nel quale si muovono i Baroque è, secondo me, totalmente
inesplorato, fatto di scelte completamente personali e che finalmente se ne infischiano di tutto e di tutti, regole e compromessi, e lasciano libero spazio ad una giovane e nuova espressione artistica.
Questi ragazzi suonano per il gusto di farlo e si impegnano sino in fondo per dar vita a quello in cui credono.
Infatti, tutto il lavoro, dai pezzi registrati, ai concerti sino al video, segue il filo conduttore di ciò che i testi e le musiche raccontano: lo stile barocco, i costumi, i trucchi non sono solo una facciata o un orpello, servono, invece, a sottolineare ciò che la musica da sola imprime subito all’ascolto.
Tecnicamente sono tutti molto preparati, precisi e puntuali nelle esecuzioni usano molto mestiere nel rendere bene il loro stile sia dal vivo che su disco, insomma lasciano che si intenda leggerezza all’ascolto proprio perché è tutto perfetto dietro le quinte.

Non mi avete capito?

Intendo dire che suonano benissimo e stanno attenti alla scrittura dei pezzi per far si che anche le ambientazioni più strane non risultino mai buttate via, ma facili all’ascolto …Sono due cose ben diverse se ci pensate!
Quando per la prima volta ho sentito il cd e visto il video, mi sono ricordato di un aneddoto che mi è capitato qualche anno fa quando anch’io cercavo di far sentire ai produttori di allora il mio lavoro.
Per una serie di vicissitudini, ero riuscito a sedermi davanti ad un discografico milanese e fargli ascoltare il mio demo, la sua risposta non era stata né positiva né negativa: mi diceva, in buona sostanza, di non sapere quanto fidarsi di un gruppo giovane come il mio e che proponeva così pochi brani.
I Baroque mi hanno fatto avere solo quattro dei loro pezzi, ma vi posso assicurare che si tratta di brani talmente intensi e originali, che avrebbero reso sicuro persino quel discografico che avevo incontrato io, anni fa. Si vede e si sente subito tutta la passione e la qualità del progetto e difficilmente si può pensare che potrebbero tradire le aspettative.
C’è, in realtà, un momento in ogni canzone che mi porta indietro di almeno vent’anni e mi fa azzardare un paragone. Lo attribuisco a titolo personale e come complimento al chitarrista. Si tratta del fantastico gusto con cui mi ricorda Brian May dei Queen, l’uso del tremolo e dei bending/realising è veramente impressionante, non solo per somiglianza, ma per l’esecuzione in sé.

Giù il cappello! Siete veramente forti!



Buona Musica