Each Day is a new Song
Molti di voi conoscono le ragioni che hanno impedito il concerto di ieri 25-3 al Gabrio. Ma per gli altri, e per la situazione in generale ritengo doveroso spendere due parole per la scomparsa di Stefano, chitarrista di Diego Deza y su banda.
Noi Baroque non lo conoscevamo.
Io, personalmente ho comunque il ricordo di una persona disponibilissima, pronta a prestarmi tutta la sua attrezzatura in caso di necesità sul palco. Quando una persona che conosci da mezzora si mostra subito così, non può nascer che stima nei suoi confronti. E poi si tratta sempre di un musicista, e quindi, per definizione, un'amico.
L'unica cosa che davvero ci auguriamo noi che abbiamo assistito alla scena, pervasi da incredulità, impotenza, e rancore, è che Stefano rappresenti una lezione per tutti noi che perdiamo ore a girare intorno a problemi inutili. Che ci costruiamo a volte nicchie di infelicità e ci impediamo di gurdare a quanto luminosa possa essere, in ogni momento, l'esistenza. Che troppo, troppo, troppo spesso non viviamo. Che siamo ciechi all'essenziale. Che ci chiudiamo con le nostre stesse mani e i nostri stessi pensieri le porte della serenità. Ogni giorno è un dono, per quanto possa sembrare una frase scontata. Ad ogni istante, ogni telefonata, amico, ragazza, brutto voto, imprevisto, canzone e mille altre cose una parte di noi dovrebbe fermarsi e ringraziare. E troppo spesso non lo facciamo, troppo spesso...siamo ciechi all'essenziale.
Questo, perlomeno, io credo. Questo pensi quando un amico (ossia...un musicista) ti muore fra le braccia, colto a soli 30 anni da un infarto tale da vanificare ogni tentativo dei presenti prima (in particolare faccio i complimenti a Ivan, membro della banda di Diego, per il coraggio con cui mi ha aiutato in attesa dell'ambulanza), e del 118 poi. Soffiato via come una candela nel vento. Sono sempre stato convinto che da questi fatti ci sia solo da imparare a essere delle persone migliori. Altrimenti sarebbero davvero inutili.
Diego e tutti gli altri...spero superiate in fretta questa orribile serata e che torniate in fretta a suonare. DOVETE farlo. Per tutti quelli che vi stimano e vi seguono. Per Luca, che tanto ha creduto, e ancora crede in voi. Per la musica in generale, ma soprattutto per voi stessi, perchè la musica possa essere per voi una salvezza, una ragione di vita e uno strumento che vi riapra orizzonti sereni. E poi ovviamente per Stefano, perchè nulla del vostro lavoro con lui vada sprecato.
Conto davvero di fare questo concerto con voi il prima possibile.
Noi Baroque non lo conoscevamo.
Io, personalmente ho comunque il ricordo di una persona disponibilissima, pronta a prestarmi tutta la sua attrezzatura in caso di necesità sul palco. Quando una persona che conosci da mezzora si mostra subito così, non può nascer che stima nei suoi confronti. E poi si tratta sempre di un musicista, e quindi, per definizione, un'amico.
L'unica cosa che davvero ci auguriamo noi che abbiamo assistito alla scena, pervasi da incredulità, impotenza, e rancore, è che Stefano rappresenti una lezione per tutti noi che perdiamo ore a girare intorno a problemi inutili. Che ci costruiamo a volte nicchie di infelicità e ci impediamo di gurdare a quanto luminosa possa essere, in ogni momento, l'esistenza. Che troppo, troppo, troppo spesso non viviamo. Che siamo ciechi all'essenziale. Che ci chiudiamo con le nostre stesse mani e i nostri stessi pensieri le porte della serenità. Ogni giorno è un dono, per quanto possa sembrare una frase scontata. Ad ogni istante, ogni telefonata, amico, ragazza, brutto voto, imprevisto, canzone e mille altre cose una parte di noi dovrebbe fermarsi e ringraziare. E troppo spesso non lo facciamo, troppo spesso...siamo ciechi all'essenziale.
Questo, perlomeno, io credo. Questo pensi quando un amico (ossia...un musicista) ti muore fra le braccia, colto a soli 30 anni da un infarto tale da vanificare ogni tentativo dei presenti prima (in particolare faccio i complimenti a Ivan, membro della banda di Diego, per il coraggio con cui mi ha aiutato in attesa dell'ambulanza), e del 118 poi. Soffiato via come una candela nel vento. Sono sempre stato convinto che da questi fatti ci sia solo da imparare a essere delle persone migliori. Altrimenti sarebbero davvero inutili.
Diego e tutti gli altri...spero superiate in fretta questa orribile serata e che torniate in fretta a suonare. DOVETE farlo. Per tutti quelli che vi stimano e vi seguono. Per Luca, che tanto ha creduto, e ancora crede in voi. Per la musica in generale, ma soprattutto per voi stessi, perchè la musica possa essere per voi una salvezza, una ragione di vita e uno strumento che vi riapra orizzonti sereni. E poi ovviamente per Stefano, perchè nulla del vostro lavoro con lui vada sprecato.
Conto davvero di fare questo concerto con voi il prima possibile.

